domenica 16 luglio 2017

I panorami di Pizzo Cefalone



In una caldissima giornata di luglio, salgo insieme a Stefano una montagna interessante e panoramica, con un percorso lungo e divertente...


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(Fonte Cerreto, L'Aquila, 9 luglio 2017) - Al Gran Sasso c'è una grande affluenza: centinaia di persone sono confluite qui, per sfuggire all'afa delle pianure... Ma oggi anche qui fa caldo: nonostante sia ancora mattina presto (8.30) il sole comincia già a farsi sentire! Lasciamo quindi la località Fonte Cerreto (1150 m) e ci incamminiamo verso il Vallone della Portella, con qualche incertezza di orientamento causata da vari cartelli indicatori che segnalano tutto... tranne la nostra meta! Azzecchiamo comunque il percorso giusto e iniziamo la risalita nel bosco di pini.

Giungiamo in breve in una zona devastata dalle valanghe cadute il 19 gennaio, quando l'Abruzzo fu colpito da una poderosa nevicata e da varie scosse di terremoto. Centinaia di alberi spazzati via dalla furia della montagna e una profonda cicatrice che solca il fianco della montagna ricorderanno a lungo quei tragici eventi...

Valanga della Portella
Valanga della Portella
Fa tanto, tanto caldo! Si suda copiosamente e ci fermiamo all'ombra a bere dell'acqua. Nel frattempo due maestosi grifoni ci sorvolano, compiendo ampi giri sopra le nostre teste.

Grifone
Grifone
Riprendiamo il cammino: via-via che saliamo, l'aria si fa più fresca e qualche refolo di vento ci dà sollievo. Poco prima di giungere alla fonte della Portella, un escursionista ci raggiunge con passo svelto. Mi scappa di dire a Stefano "questo è più veloce di noi"... Non l'avessi mai fatto! Lo spirito agonistico del mio amico si risveglia d'improvviso! Comincia a camminare come un treno, facendomi patire non poco per stargli dietro! Stefano ha una forma fisica superiore, è un  maratoneta sotto le 3 ore! e io, povero meschino, con la mia condizione precaria, fatico non poco a tenere il suo passo! Ogni volta, poi, che mi fermo per scattare una foto, il distacco si allunga a dismisura! Unica strategia che posso permettermi, è quella di indirizzarlo, più volte, sul percorso sbagliato, facendolo allungare, recuperando così qualche decina di metri, eheheheh 😉! Inutile dire che, in breve, ri-sorpassiamo l'escursionista che ci aveva poco prima superato...

vallone della Portella
Nella parte superiore del vallone della Portella
 Arriviamo quindi, in un tempo relativamente breve, al passo del Lupo (2150 m) da dove giunge il sentiero che parte da Campo Imperatore. Proseguiamo a sinistra (ovest), tra numerosi gruppi di escursionisti. In pochi minuti raggiungiamo lo storico passo della Portella (2260 m), utilizzato per secoli da pastori e mercanti che si spostavano dal versante teramano a quello aquilano e viceversa.

Nei pressi del passo del Lupo

Campo Pericoli, Pizzo Intermesoli e Corno Grande

Nei pressi del passo della Portella
Continuiamo il cammino per il panoramico crinale, tra numerose comitive di gitanti. Ci fermiamo solo quando giungiamo ad un punto della cresta (2326 m), da cui inizia la traccia di sentiero che scende ripida verso la conca del Cefalone. Qui ci ristoriamo un attimo e cominciamo la breve ma scoscesa discesa, su un terreno molto infido, scivolosissimo...

Scendendo verso la conca del Cefalone (pizzo Cefalone sullo sfondo)

Stefano
In pochi minuti di disagevole discesa, giungiamo ai piedi del versante orientale del Pizzo Cefalone, dove il sentiero si fa più marcato e comodo. Abbiamo davanti un numeroso gruppo di escursionisti: inutile dire che li raggiungiamo e superiamo presto 😡...




Il paesaggio in cui siamo immersi è selvaggio e affascinante: rocce ripide, prati scoscesi, ghiaioni e le cime più alte dell'appennino che svettano attorno a noi. Veramente suggestivo e impressionante. Qua e là fiori di vari colori, genziane blu, viole gialle e mille altre specie, punteggiano prati e ghiaie. Bellissimo!

Corno Grande e Campo Pericoli
Superiamo in salita delle ripide rampe di ghiaie e sbuchiamo su un nuovo verde crinale, alla Sella del Cefalone (2320 m). Siamo su una verdissima dorsale che collega il solitario Pizzo Intermesoli con il "nostro" Pizzo Cefalone. Di là dalla cresta, verso ovest, si apre l'ampia conca del Venacquaro, dominata dal monte Corvo: siamo nel cuore selvaggio del Gran Sasso!

Monte Corvo e il Venacquaro
Monte Corvo e il Venacquaro

Pizzo Cefalone cresta nord
Pizzo Cefalone e la sua cresta nord
Beviamo un bel po' di acqua e ci rimettiamo in marcia, puntando verso la cresta nord del Cefalone... Un bel sentierino percorre i prati fino ad arrivare là dove la cresta si impenna, divenendo ripida e impervia.



Saliamo faticosamente ripidi prati e tratti ghiaiosi, avvicinandoci alle rocce sommitali: ora il sentierino traversa a destra e si dirige all'imbocco di uno stretto canalino, che dovremo risalire.

Monte Corvo e Pizzo Intermesoli



Saliamo il canalino, superando facili passaggi di I grado, stando attenti a non smuovere i sassi in bilico sui gradoni di roccia. Poco prima del termine del canale si va a destra, traversando in leggera discesa una cengia rocciosa che aggira uno spigolo. Da qui si sale per roccette e si arriva ad una paretina di I grado, da salire con un po' di attenzione perché un po' esposta.

La paretina di I grado prima della vetta
Superato quest'ultimo ostacolo, in pochi passi si raggiunge l'affollatissima cima del Cefalone!
Qui troviamo tanti escursionisti che sono saliti dalla via normale, per dove noi scenderemo. Il panorama è a 360° ed estesissimo su gran parte dell'Appennino centrale, oltre che sulle principali vette del gruppo del Gran Sasso. Beviamo, mangiamo qualcosa e scattiamo varie foto.



La vetta è così bella che... non vogliamo più scendere! Infatti sbagliamo strada ad un bivio, ritrovandoci su un canalino detritico dal quale è facile far cadere sassi sulle persone che passano più a valle. Preferisco quindi uscire da questo luogo pericoloso e, attraversando per roccette e ghiaie, mi ritrovo nuovamente in vetta! Questa volta, scendo per il percorso giusto.

Superate le facili rocce del versante sud del Cefalone, si passa per uno scosceso sentierino, che attraversa, abbastanza esposto, dei ripidi pratoni e si ricongiunge poi al sentiero che abbiamo percorso all'andata.




Anche qui, incrociamo e superiamo decine e decine di persone... Raggiungiamo nuovamente il passo della Portella e il passo del Lupo e ci caliamo nel solco del vallone della Portella.

Pizzo Intermesoli


Nel vallone c'è un clima torrido: è sempre esposto al sole, sin dal mattino, ed ora siamo nelle ore più calde della giornata! Percorriamo questi magri pascoli, fino ad arrivare in una zona ricca di vegetazione: qui, un tempo, c'erano degli insediamenti di pastori e il letame depositato per secoli dalle greggi ha modificato la composizione del suolo, che ora ospita una vegetazione di piante nitrofile, come le ortiche, che spicca sin da lontano. Oltrepassiamo quindi dei vecchi ruderi di ripari per pastori e ci fermiamo a bere e rifornirci di acqua alla fonte della Portella (1920 m)


Scendendo nel vallone della Portella

Resti di un vecchio ricovero per pastori
Ristorati e rinfrescati dalla fredda acqua di fonte, riprendiamo la discesa, a tratti correndo!
Percorriamo i mille tornanti del sentierino e, attraversata nuovamente la grande valanga, ritorniamo nel bosco di pini, che sotto il sole caldo del primo pomeriggio emana un forte profumo di resina.



In breve, raggiungiamo Fonte Cerreto dove, prima di ripartire per Roma, ci rinfreschiamo con un bel gelato al bar della Villetta.

Un breve video-clip per raccontare l'escursione:




Commento finale

Escursione completa: c'è dislivello, qualche difficoltà tecnica, richiede di orientarsi. I panorami sono notevolissimi ed estesi e la zona è frequentata dalla fauna (rapaci e camosci). Purtroppo una parte dell'escursione è molto frequentata e nelle domeniche estive vi si può trovare folla, come è capitato a noi, ma è sicuramente una gita da consigliare agli escursionisti più allenati e con un po' d'esperienza perché è molto bella.







Il percorso sulla cresta nord



Dati dell'Escursione



Data: 9 luglio 2017
Partenza e Arrivo: Fonte Cerreto, 1150 metri
Punto più alto: vetta del Pizzo Cefalone, 2522 metri
Rifugi: nessuno sul percorso
Dislivello totale in salita: 1500 metri circa
Dislivello totale in discesa: 1500 metri circa
Tempo impiegato6 h 20 min circa (soste comprese) - 2 h da Fonte Cerreto 1150 m a passo della Portella 2260 m; 10 min dal passo della Portella a deviazione per conca del Cefalone 2326 m; 45 min fino alla sella del Cefalone 2320 m; 1 h dalla sella del Cefalone alla cima di Pizzo Cefalone 2533 m; 1 h dalla vetta al passo della Portella; 1 h 30 min dal passo della Portella a Fonte Cerreto.
Sviluppo del percorsocirca 17 Km
DifficoltàEE+le difficoltà dell'escursione sono concentrate nella parte alta del percorso: in particolare la cresta nord presenta dei facili e brevi passaggi di arrampicata (I grado), ma che non vanno sottovalutati perché un po' esposti. Le roccette che si affrontano scendendo dal Cefalone per il versante sud (via normale) sono invece molto facili, bisogna tuttavia prestare molta attenzione, anche nel sentierino più in basso: è piuttosto esposto ed in caso di caduta si avrebbero conseguenze serie. Un po' sgradevole è anche la prima parte di discesa dalla cresta della Portella alla conca del Cefalone, ma è un tratto molto breve. 
Attrezzatura: Scarpe da montagna, il casco può servire, anche se solo nel breve tratto roccioso prima della vetta.

1 commento:

  1. Ciao Ren, ancora una volta un percorso originale e quindi prospettive diverse per le tue bellissime foto.
    E' dura stare dietro a Stefano, che va come un treno! Si è poi cimentato nei suoi soliti esercizi fisio-spirituali, di chiara ispirazione taoista?
    Bravi, bravissimi, tenete alto il nome del nostro vecchio gruppo di montanari, che seppure disperso quà e là resta sempre unito dalla stessa passione.
    Un abbraccio
    Leo

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